Alpignano (castello dei Conti Provana di Leiní, torre campanaria)

CENNI STORICI

Di origine medievale, fortezza dei primi signori del luogo, gli Arpini (Alpini di Torino), nel Cinquecento fu dato in feudo ad Andrea Provana, famoso vincitore della battaglia di Lepanto, combattuta contro i Turchi nel 1571. Il castello è di chiara destinazione guerresca e lo testimoniano gli spessi muri maestri, aperture e feritoie a disposizione irregolare sulla facciata prospicente la Dora e tratti delle poderose mura. Alla conquista del paese da parte dei francesi nel 1798, il castello viene confiscato e diventa di proprietà del Demanio. Nel 1804 passa di proprietà all’ Avvocato Modesto Paroletti, poi ai fratelli Revelli, a Robbio di Varigliè, avvocato consigliere e sindaco di Alpignano, ad Antonio Riberi ed infine nel 1944 all’ Istituto Missioni della Consolata. Un arco di gusto neogotico, come le Torri ed il Lavatorio, fatti costruire dopo il 1863 da Riberi, introduce al castello e al grande parco. Alcune note sui personaggi di più recente storia che si sono susseguiti nella proprietà. L’avvocato Paroletti intende demolire il castello “per cercare nelle fondamenta un ricco tesoro che si credeva vi fosse sepolto“ e nella vendita ai fratelli Revelli “da buon legale qual era riservò a sé il diritto di possesso, quando mai il tesoro fosse stato trovato“. Durante la proprietà dei fratelli Revelli, avvocato l’ uno, pittore l’ altro, il castello divenne “sede d’ ogni più splendido Signore “: fu decorato, abbellito esternamente, fu allestito un museo di storia naturale, le sale e le stanze affrescate da Vincenzo, il fratello artista, un po’ bizzarro e fantasioso, di cui il salone più significativo fu da lui denominato “Tempio della Filosofia“. L’avvocato Riberi completò l’abbellimento del castello dando lavoro ad artigiani locali; ricostruì le torricelle, il muro di cinta e il lavatoio neogotico, ancora esistenti. Torre (sec. XIV), trasformata nel Settecento in campanaria e, successivamente ornata del classico orologio. Dalla stazione, aperta nel 1854 insieme alla linea ferroviaria Torino-Susa, costeggiando l'antico viale alberato della Vittoria e poi via Diaz, si arriva ad un cancello sempre aperto. Oltre il cancello, si apre un grande parco: in fondo, una rara locomotiva a vapore delle "Officine di Saronno" (1900) e due case, una moderna, l'altra nascosta, del '700. Sono le case dei tipografi Tallone. La stamperia, aperta ad Alpignano nel 1957 da Alberto, libraio antiquario e stampatore a Parigi, produce nel suo laboratorio, visitabile, libri rari e preziosi, sogno di tutti i bibliofili.

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XIV sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Buono

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